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Bifidobacterium
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Il genere mwbgmwbwBifidobacterium mwcaOrla-Jensen, 1924cite-ref-1[1] appartiene al mwdqphylum mwdgActinobacteria, subclasse mwdwActinobacteridae, ordine mweqBifidobacteriales, famiglia mwewBifidobacteriaceae [1]. A questo genere appartengono mwfqspecie batteriche che fanno normalmente parte del mwfgmicrobiota intestinale umano [2]. I mwfwbifidobatteri furono isolati per la prima volta da Henry Tissier dell'mwgqIstituto Pasteur nel 1899, dalle feci di neonati sani allattati al seno e furono chiamati mwggBacillus bifidus [3].

Contents

Note

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Caratteristiche

Al genere mwhwBifidobacterium appartengono bacilli mwiaGram-positivi pleomorfi, asporigeni, anaerobi obbligati ma talvolta aerotolleranti, chemorganotrofi, immobili. I bifidobatteri crescono singolarmente, ma anche in catene o aggregati ed hanno una lunghezza che varia da 2 a 5 µm; presentano spesso le estremità rigonfie a forma di clava e possono essere più o meno ramificati. È frequente la forma a Y, ma non sono insolite forme bastoncellari più regolari. La forma delle cellule dipende in primo luogo dalla specie di appartenenza, tuttavia anche all'interno di una singola specie la morfologia può cambiare, a seconda delle condizioni di crescita. Il pleomorfismo dipende principalmente da specifici deficit nella sintesi della mwigparete cellulare. Le ramificazioni, infatti, aumentano a causa della carenza, nel mezzo di coltura, di fattori coinvolti nella sintesi della parete cellulare quali aminozuccheri e aminoacidi (mwiwacido aspartico, mwjaacido glutammico, mwjqalanina, mwjgserina); anche concentrazioni non ottimali di ioni calcio e sali di mwjwsodio influiscono sulla formazione della ramificazioni [2,4-6].

I bifidobatteri sono mwkqcatalasi negativi, ma con alcune eccezioni. Il loro genoma è caratterizzato da un elevato contenuto di mwkgguanina (G) e mwkwcitosina (C) (da 42 mol% a 67 mol%). La temperatura ottimale di crescita è compresa tra 37 °C e 41 °C a seconda dell'mwlahabitat di provenienza. Il mwlqpH ottimale di crescita è compreso tra 6,5 e 7,0; sono microrganismi acido-tolleranti ma non acidofili. Per quanto riguarda la morfologia delle colonie dei ceppi appartenenti al genere mwlgBifidobacterium, queste generalmente hanno margini regolari interi, sono convesse, lisce e possono essere sia opache che brillanti; il colore, su terreni non selettivi, varia dal bianco al crema [2,4-6].

Una nomenclatura aggiornata a livello di specie e subspecie è consultabile on-line sul sito mwmahttp://www.dsmz.de/bactnom/bactname.htm mwmqArchiviato il 29 settembre 2007 in Internet Archive..

Metabolismo

I microrganismi appartenenti a questo genere batterico riescono a codificare per 19 dei 20 mwnqamminoacidi del mwngcodice genetico, partendo da mwnwammonio, mwoapiruvato e mwoqfumarato. Questo genere batterico possiede un unico mwogpathway che coinvolge l'enzima fruttosio-6-P-fosfochetolasi, necessario per la fermentazione dei mwowcarboidrati.

Molte delle ricerche effettuate su questo genere batterico si sono concentrate sul mwpqmetabolismo degli mwpgoligosaccaridi, poiché questi mwpwcarboidrati sono disponibili nelle mwqanicchie ecologiche tipiche di questi organismi. Le specie di bifidobatteri tipiche del mwqqtratto gastrointestinale dei bambini (in maggioranza mwqgbifidobacterium longum infantis) sono caratterizzate per la capacità di nutrirsi con gli mwqwoligosaccaridi del mwralatte materno, mentre le specie associate agli adulti utilizzano oligosaccaridi vegetali, come l'amido, coerentemente con ciò che incontrano nei loro rispettivi ambienti. Poiché i bambini allattati al seno ospitano spesso grandi comunità di bifidobatteri nel tratto gastrointestinale, numerose applicazioni tentano di imitare le proprietà bifidogeniche degli oligosaccaridi del latte. Questi sono mwrqfrutto-oligosaccaridi di origine vegetale o galattoligosaccaridi derivati da mwrglatticini, che sono metabolizzati in modo differenziale e distinti dal mwrwcatabolismo degli oligosaccaridi del latte.

Usi clinici

Ceppi appartenenti al genere mwsgBifidobacterium sono spesso usati come componente probiotica in integratori alimentari.

Note

cite-note-11. mwuqmwugmwuwGBIF, su mwvagbif.org.

Bibliografia

1. mwwa(EN) GE Felis et al., Taxonomy of Lactobacilli and Bifidobacteria., in Curr Issues Intest Microbiol, vol. 8, 2007, pp. 44-61, PMID 17542335.
2. mwwg(EN) B Biavati, The Family Bifidobacteriaceae., in The Prokaryotes, Release, vol. 3, 2001, p. 7.
3. mwxaH Tissier, Recherches sur la flore intestinale normale et pathologique du nourisson., in Thesis, 1900.
4. mwxg(EN) PJ O'Brien et al., Acidic aminosugars from bacteria. Incorporation of [1-14C]-alpha, beta-methyl-N-acetyl-D-glucosaminide into muramic acid, in Biochim Biophys Acta, vol. 37, 1960, pp. 357-60, PMID 13854135.
5. mwya(EN) I Husian et al., Influence of nutrition on the morphology of a strain of Bifidobacterium bifidum, in J Bacteriol, vol. 111, 1972, pp. 841-844, PMID 5053884.
6. mwyg(EN) M Kojima et al., Necessity f calcium ion for cell division in Lactobacillus bifidus, in J Bacteriol, vol. 104, 1970, pp. 1010-1013, PMID 4099096.

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